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26 novembre 2013 2 26 /11 /novembre /2013 00:01

"Le mie donne" è uno dei brani dell'ultimo straordinario lavoro di inediti di Roberto Vecchioni  "Io non appartengo più" ed è stato scritto con Claudio Guidetti. Tra tante perle come  "Ho conosciuto il dolore" o la stessa "Io non appartengo più", il Professore, si ferma in questa canzone per fare una profonda riflessione sulla forza delle donne e per confessare senza remore la loro fondamentale importanza nella vita di un uomo. Vecchioni esprime questi concetti attraverso metafore che sottolineano le virtù del sesso, erroneamente definito, debole. "...Come fiori in un deserto dei miracoli, le mie donne non si piegheranno mai...", ad esempio, è una di quelle frasi che con la sua semplicità nasconde rende l'idea del pensiero dell'artista. Nella canzone sono citate le donne che sono state importanti per l'artista come la madre, alla figlia o alla compagna che gli hanno fatto capire con gesti importanti o con semplici momenti di vita quotidiana l'essenza dell'amore e di quella forza che, spesso, all'uomo manca. Tutto questo, però, nasce da molto lontano ovvero nel 1995 quando Vecchioni pubblica l'album "Il cielo capovolto" ed in particolare il brano "Le mie ragazze". La canzone piacque molto a Franca Rame, la quale, chiese a Vecchioni di scriverle una canzone sullo stesso tema. Da allora sono passati 18 anni e purtoppo Franca Rame è venuta a mancare lo scorso mese di maggio. Vecchioni si è detto rammaricato di non essere riuscito a far ascoltare questo brano alla donna per la quale lo aveva composto. Quasi un'opera su commissione, quindi, che però ha necessitato del suo tempo per vedere la luce nella sua veste migliore proprio come una donna come la Rame meritava. Vecchioni ricorda, quindi, le parole della compagna di Dario Fo, che lo rassicurava sull'appartenenza politica del Signore dicendo che: "Dio c'è ed è comunista. O almeno che sia di sinistra...". Il cantautore, quindi, ha voluto incidere questo brano per premiare l'impegno che mettono certe donne in merito alla cosa pubblica che rimane troppo spesso nelle mani di uomini privi della stessa forza e, soprattutto, della stessa sensibilità. Le donne, per Vecchioni, possono fare molto per il mondo ed, in particolare, quelle come Franca Rame che hanno speso la loro vita per le battaglie sociali. E' apparso, dunque, quasi un dovere per l'artista celebrare con questo brano la donna in tutta la sua grandezza. A parte, però, il riferimento alla Rame, il brano rimane un componimento poetico in pieno stile Vecchioni e contiene messaggi fondamentali in un periodo storico in cui le donne, invece, sono sempre più vittime di una società distratta e violenta dove i soli valori restano quelli economici.

 

 

Altro su:

Roberto Vecchioni

 

  

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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