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Saturday 14 april 2012 6 14 /04 /Apr /2012 00:01

"La leva calcistica della classe '68" è un brano scritto da  Francesco De Gregori nel 1982 ed inserito nell'album "Titanic". Nel testo, il cantautore romano, riesce a estrarre tutta la poesia che può esserci dietro ad una carriera calcistica. De Gregori racconta di un bambino di che sostiene un provino presso una squadra di calcio con tutte le paure e le angoscie che può provare un ragazzino al cospetto di un esame. La canzone indaga sulle sensazioni del giovane calciatore, nel rapporto con l'allenatore, giudice del suo destino, e sui valori che fanno di uomo un vero giocatore e viceversa. Si passa , quindi, dalle paure di non farcela e diventare uno dei tanti "talenti" che hanno attaccate le scarpe ed il sogno al chiodo per rassegnarsi ad un destino da bar dietro un falso sorriso, alla gioia provata nel sentire le proprie gambe che scacciano le angoscie e tornano a fare ciò che sanno permettendo al ragazzo di dimostrare il suo talento figlio di tante partite nei campetti imporovvisati tra le strade della periferia cittadina. Nel ritornello, De Gregori, spinge sui veri valori che un uomo come un calciatore deve dimostrare nella vita come sul campo per essere tale: "Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia...". Tornando al tema della canzone, il provino, risulterà positivo e il ragazzo conquisterà l'agognata "maglia numero 7". Un lieto fine, quindi, con il quale l'autore intende esprimere l'idea che solo attravero i sacrifici, l'umiltà ed i sani principi si può raggiungere un sogno che può essere inteso anche come un pulito e rispettoso cammino di vita. La vita come una carriera calcistica, un provino come esame di maturità ed un rigore come come specchio dei propri valori sono le metafore che possono essere lette tra le righe di questo maglifico testo di Francesco De Gregori. Il brano, tra l'altro, è stato inserito nella colonna sonora del film "Marrakech Express" di Gabriele Salvatores su precisa richiesta del protagonista Diego Abatantuono, grande fan della canzone. Il regista accettò di buon grado il consiglio dell'attore poiche la storia del film si avvicinava molto a quella descritta da De Gregori. Nel 2010, inoltre, i "Nomadi" ne hanno fatto una cover inserendola nel disco "Raccontiraccolti". Musicalmente parlando è presente, nel finale del brano, una citazione strumentale alla canzone "Vento nel vento" di Lucio Battisti ed, inoltre, esiste una somiglianza melodica con il brano "The Greatest Discovery" di Elthon John del 1969. Ammesso che ci sia stato davvero uno spunto su altri brani per ciò che riguarda la musica, nulla va ad intaccare il capolavoro autoriale di De Gregori che, con questo brano, ha posto una ennesima firma nel libro d'oro della grande musica italiana.

 

 

 


 

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Di Marco Liberti - Pubblicato in : Musica Italiana - Community : La musica che gira intorno
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