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24 maggio 2021 1 24 /05 /maggio /2021 23:01

"L'uomo che si gioca il cielo a dadi" è una delle canzoni più belle del repertorio di  Roberto Vecchioni ed è anche una tappa importante della sua carriera artistica. Il brano venne presentato al Festival di Sanremo del 1973 dove arrivò settima pur non essendo capita a pieno dal contesto sanremese anche per la sua matrice cantautoriale e, quindi, ben lontana dalla ordinaria melodia festivaliera. Per adattarla a Sanremo, infatti, l'arrangiamento originale della canzone venne modificato dai discografici ed è soprattutto per questo motivo che, lo stesso Vecchioni, negli anni successivi, rinnegò quella partecipazione. Chi si aspettava un mieloso inno alla famiglia venne deluso perchè Vecchioni scrive un brano intenso dedicato al padre Aldo, commerciante napoletano, ed alla sua attitudine a prendere tutto alla leggera, riuscendo a giocarsi tutto, dalle donne fino agli stessi giorni della sua vita. Questo modo di vivere, talvolta spaventoso, viene espresso in una maniera altamente poetica da Vecchioni che, convinto dell'incoscenza del padre, pur rispettando comunque quella capacità di vivere la vita come viene, afferma nel finale del brano: "...E quando verrà l'ora di partire vecchio mio...scommetto che ti giochi il cielo a dadi anche con Dio...". Una rappresentazione, quindi, affascinante che non vuole essere una denuncia su di uno stile di vita esagerato e, probabilmente, sbagliato ma una riflessione, senza finti moralismi o moniti paternali, su di un uomo che ha scelto di vivere così i propri giorni, scandendo personalmente il tempo delle proprie emozioni senza nascondere mai anche le sue debolezze. Un capolavoro assoluto che arriva nell'omonimo terzo disco dell'artista che in realtà rappresenta una raccolta di brani già editi che ottennero nuova luce dopo il debutto sanremese e dove, oltre a Vecchioni, è da sottolineare anche la presenza di due autori abituali collaboratori dell'artista come Andrea Lo Vecchio e Renato Pareti. D'altro canto, Vecchioni, aveva da poco iniziato ad interpretare le proprie canzoni visto che, fino a pochi anni prima, compariva nel mondo musicale solo nelle vesti di autore. Dopo quel debutto, però, Roberto, si lanciò definitivamente nel mondo discografico in qualità di cantautore fino ad ottenere la reale consacrazione nel 1977 con il celebre album  "Samarcanda".

 

 

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commenti

Enrico Zed 09/26/2019 12:17

Grazie per il bell'articolo. Lo dico da fan di Vecchioni.
A presto!

Marco Liberti 09/27/2019 16:00

Grazie Enrico, gentilissimo. A presto!

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