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3 luglio 2014 4 03 /07 /luglio /2014 23:01
Intervista con... Nino Buonocore

1.Nino, lei ha vissuto i suoi migliori anni artistici negli anni '80 e nei primi anni '90 mentre dopo, pur continuando a proporre sempre musica di grande qualità autoriale e rimanendo sempre un raffinatissimo interprete, ha avuto un rapporto non sempre facile con i media nazionali e con i grandi network radiofonici. Come spiega questo comportamento dei media?Perchè talenti come lei sembra vengano dimenticati così presto per far posto ai soliti noti o a gente che, spesso, non hanno niente da dire dal punto di vista autoriale e non hanno nulla a che fare con la storia del nostro cantautorato?

I media rispondono esclusivamente alle leggi di mercato. Sono ormai tutte aziende che mirano al profitto. Purtroppo l'era della "radio libera" è finita da un bel pezzo. E la tv di stato, pur essendo votata al servizio pubblico (e quindi scevra da finalità commerciali, altrimenti perché pagare un canone?), non ha fatto che adeguarsi. La società intanto è molto cambiata e quei tempi dilatati di un ventennio fa sono ormai un privilegio che possono permettersi in pochi. Tutto scorre e viene consumato in fretta a discapito di una crescita culturale che al momento, almeno dal mio punto di vista rimane stagnante.  

2.Chi sono i suoi miti?Cosa ascolta oggi?Cosa pensa dell'attuale situzione del cantautorato italiano?Chi indicherebbe come suo erede?

I miei miti sono pochi, in genere ascolto un certo tipo di musica che poco ha a che fare col mercato inteso come "sentire" popolare...Ascolto Doors, Led Zeppelin, Steely Dan...ma anche Paoli, Tenco...Non credo di lasciare alcuna eredità...nel senso che non vedo al momento artisti che abbiano il coraggio di intraprendere un cammino cosidetto difficile...

3.Lei è napoletano e, pur dedicandosi alla canzone italiana, ha raccolto l'eredità artistica della nostra tradizione. Cosa pensa della canzone napoletana di oggi?C'è qualcuno che la affascina ancora?Cosa pensa della triste "esplosione" dei neomelodici che sta mettendo in ginocchio la nostra cultura e la nostra storia musicale?

A volte mi domando se sono più napoletano io (pur cantando in italiano) o coloro che ostentano un dialetto solo per garantirsi un'appartenenza territoriale o culturale...senza tuttavia aggiungervi nulla! Il fenomeno dei "neomelodici" io lo paragono un po' ad un vero e proprio genere folk...anche se in verità si potrebbe approfittare di questa definizione per riempire di qualche buon contenuto un esercizio dialettale spesso anche scadente.

4.Con chi le piacerebbe realizzare un duetto?E per chi, invece, le piacerebbe scrivere un brano?

Davvero non saprei. Non mi sono mai posto questo interrogativo. Altro è sicuramente il piacere che si prova a sentire l'interpretazione personale di un buon artista relativa ad un mio brano. Ma a parte che nella Mannoia...non vedo in altri artisti caratteristiche che mi stimolino più di tanto.

5.Il suo successo più grande è stato sicuramente "Scrivimi": un pezzo di storia della nostra musica. Come è nato questo brano?Che ricordi ha legati a questa canzone?

"Scrivimi" è un brano scritto in poco più di 5 minuti...sono strane le casualità della vita che bisogna essere pronti a percepire. L'unico ricordo rilevante che ho di quei momenti è che è stato scritto con estrema leggerezza...quasi automaticamente.

6.Lei, però, ha scritto tante belle canzoni. A quale di queste è più legato?Quale, invece, crede che andrebbe riscoperta?Quale, infine, di un suo collega, le sarebbe piaciuto scrivere?

Sono legato, come spesso accade a chi scrive, a canzoni che sono poco note al pubblico ma che hanno contenuti emotivi molto forti. Nei miei concerti ogni tanto ne propongo qualcuna e vedo che in momenti in cui si è attenti e calati nella magia di un concerto, il pubblico apprezza. Per quanto riguarda il repertorio di altri artisti...credo che l'unica canzone che avrei voluto davvero scrivere è probabilmente "Senza fine".

7.Chi, fra i suoi colleghi, può ritenere amico?

In questo ambiente siamo tutti amici ma anche in una sorta di competizione in senso buono...ho tuttavia amici di cui sono davvero orgoglioso.

8.Ci racconta un aneddoto particolare legato ad un protagonista della nostra musica?

Ricordo un incontro che per me fu davvero illuminante. Conobbi Fossati in un ufficio della mia casa discografica di allora. Una persona semplicissima che mi incoraggiò a proseguire sulla mia strada senza stare a sentire nessuno! Infatti lo presi alla lettera.

9.Lei ha partecipato più volte al Festival di Sanremo. Cosa pensa di questa manifestazioni?Che ricordi ha delle sue esperienze?Conta di tornarci?

Sanremo è una macchina dispensatrice di notorietà. Non sempre legata alla qualità. La mia partecipazione che ricordo più volentieri è quella in cui, partecipando tra i giovani, fui eliminato immediatamente. Pur riscuotendo i consensi di qualche personaggio di spicco non successe nulla. In Italia. Però il brano che fu eliminato in seguito ha venduto circa 3 milioni di copie in tutto il Sud America facendomi ottenere anche un Grammy Ascap per essere entrato tra i 15 brani più venduti in quell'anno. Ironia della sorte! Forse ci tornerò...ma solo alle mie condizioni che restano quelle di privilegiare la qualità del brano che andrei a proporre.

10.Nel suo progetto "Segnali di umana presenza" del 2013 lei si è ravvicinato al suo stile cantautorale dopo una ricca e suggestiva parentesi dedicata al jazz che, rimane comunque presente, in parte, in questo disco. Come è nata la passione per il jazz?Come valuta la sua esperienza in questo determinato campo musicale?Chi in Italia, secondo lei, propone il jazz migliore?Cosa significa per lei questo nuovo progetto?

Ho votato la mia vita alla musica...nella quale, a mio modo di vedere, non esistono distinzioni basate su un mero esercizio stilistico. La musica secondo me o è bella o è brutta. Adoro le contaminazioni, perché danno la possibilità di ampliare i propri orizzonti conoscitivi e scatenano un continuo feedback molto stimolante. Non amo i puristi con la puzza sotto il naso...amo i musicisti intelligenti e creativi. E anche in questo caso mi piace parlare di musicisti o bravi, o inutili. Purtroppo in questo momento non vedo grandi fenomeni in Italia. A parte forse Fresu e Bollani. In quanto al mio progetto, mi piace dire che come in questa circostanza ho avuto modo di esprimermi in maniera davvero libera, senza dover tenete conto delle esigenze di mercato, badando soprattutto a rendere estremamente chiaro il messaggio contenuto e la musica che lo avrebbe veicolato. E se il titolo dice già tutto in maniera così esplicita perché spiegarlo ulteriormente? Un progetto propone un tema suggeritomi dal mio "sentire" quotidiano...sta al pubblico recepirlo ed arricchirlo...se ha voglia di condividerlo, ovviamente...

11.Sta lavorando a nuovi progetti?Ha brani pronti nel cassetto?

Il mio mestiere è fare musica...e fortunatamente è anche la mia più forte passione. Scrivo sempre e vivo di musica...cercando di crescere sempre e cercando di arricchirmi il più possibile di nuove energie.

12.Nino, la ringrazio della disponibilità e augurandole il meglio per il suo futuro personale e professionale le chiedo, in conclusione, un saluto per tutti i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Io ringrazio te per le domande rivoltemi, occasione sempre gradita per chiarire sufficientemente il mio pensiero, augurando a tutti i lettori di "La musica che gira intorno..." semplicemente BUONA MUSICA!

Nino Buonocore

 

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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