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11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 23:01
Intervista con... Elio Cipri

1.Signor Luciano Cipressi, in arte Elio Cipri, lei è stato prima un cantante di successo negli anni '60 per poi diventare produttore discografico presso la Fonit Cetra prima di passare all'emittente radiofonica RTL. Una vita nella musica, come nasce il suo rapporto con la musica?E il suo nome d'arte?

Io nasco come cantante nel 1964. Ho partecipato al primo Disco per l'Estate e sono arrivato secondo. Poi, da li, siccome i tempi erano già magri, ho smesso subito di cantare e sono entrato nella casa discografico in cui già c'ero come cantante, la Fonit Cetra, ed ho iniziato a fare comunicazione per la musica. Allora non c'era nessuno che faceva questo tipo di lavoro: portavamo i dischi alle radio, alle televisione, facevamo lavoro di promozione per artisti come Claudio Villa, Alberto Rabagliati, Quartetto Cetra e, piano piano, questa professione ha preso corpo. Insieme ad altri giovani, anche di altre case discografiche, abbiamo quindi dato un ruolo ben definito a questa attività che oggi è la parte più importante di un azienda: promozione, comunicazione e ufficio stampa. Il nome d'arte, invece, nasce dal fatto che il mio nome vero, Luciano Cipressi, non era proprio da cantante e mi fu dato questo nome dalla mia casa discografica.  

2.Lei è anche padre di Cecilia Cipressi e cioè Syria. Come ha preso la sua scelta di seguire la sua stessa strada?Che ruolo ha avuto nella sua crescita professionale?

Io non ho avuto un ruolo nella sua scelta anzi le ho consigliato di non farlo. Poi, quando lei ha deciso di farlo si è affidata a Claudio Mattone e, piano piano, ha avuto successo ma io non l'ho mai stimolata in tal senso.

3.Per la carriera di quale artista crede sia stato fondamentale il suo apporto?

Sicuramente per Mia Martini, ma anche per Nek, Mango, Amedeo Minghi, Mietta, Claudio Cecchetto...per questi è stato fondamentale il mio apporto. 

4.Chi sono i suoi miti musicali?Cosa ascolta oggi?Come valuta la situazione attuale della discografia italiana?

I miei miti sono Otis Redding, i Beatles e Frank Sinatra. Oggi ascolto tutto, dai Coldplay a J-Ax. La discografia italiana è fallita: non abbiamo più idee, non abbiamo uomini, non abbiamo niente, siamo solo mercenari. Ai miei tempi seguivamo le cose dalla testa alla cosa, oggi non c'è più nessuno che lo fa. Oggi sono tutti stipendiati, sono stretti al loro posto di lavoro e c'hanno paura di essere cacciati via e rovinano la musica. Non fanno niente tanto loro c'hanno i talet e così vanno avanti le multinazionali. Loro, dall'interno non costruiscono niente: non c'è un artista che non esca dai talento almeno sono rari, molto rari.  

5.Cosa pensa della promozione musicale radio-televisiva del panorama italiano?Non pensa che si fin troppo spazio al prodotto estero e si salvaguardi poco il prodotto nazionale?Cosa pensa dei talent show?

Purtroppo la radio da troppo spazio al prodotto estero perché non esiste una legge che limita questa cosa come in Francia dove è imposto il passaggio del 70% di musica francese e solo il 30% del prodotto estero. In Italia questo non c'è perché non c'è nessuna legge e i dj e le radio pensano che sia più importante diffondere il prodotto estero rispetto a quello italiano. Mentre i talent show li detesto: hanno rovinato la musica.  

6.Qual è la sua canzone preferita?Quale quella, invece, che crede andrebbe rivalutata?Quale, infine, quella che le sarebbe piaciuto scrivere?

La mia preferita è "Singing in the rain". Da rivalutare ce ne sarebbero tante ma è difficile indicarne una in modo secco. Mi sarebbe piaciuto scrivere "Nel blu dipinto di blu"...ma non sono autore...

7.Ci racconta un aneddoto legato ad un protagonista della nostra musica?

Ce ne sono tanti...forse quello con Claudio Villa, dietro il palco del Festival di Sanremo. Lui era nella categoria dei Giovani e venne escluso. Beh...ho dovuto fermarlo perché stava per picchiare Gianni Ravera, direttore artistico dei Festival di allora.

8.Tra gli artisti italiani chi pensa sia sopravvalutato?E sottovalutato?Chi può ritenere amico in questo ambiente?Ha qualche sassolino che vorrebbe togliersi dalla scarpa?

Sopravvalutato no, di quelli che ci sono in giro, non credo ci sia nessuno. Sottovalutati, invece, ce ne sono tantissimi che meriterebbero di più come, ad esempio, Alex Britti. Amici ne ho tanti ed anche nella musica ma non tutti si possono definire amici amici come quelli del privato. Un mio caro fraterno amico del ambiente discografico è sicuramente Edoardo Vianello, che adesso ho riunito con la sua ex moglie Wilma Goich riformando i Vianella con grande successo. Di sassolini da togliere meglio di no...altrimenti devo buttare le chiavi e sparire... 

9.A cosa sta lavorando ora?Quali saranno i suoi prossimi progetti?

Oltre i Vianelli come produzione, seguo come promozione e comunicazione Iva Zanicchi, Alexia e tanti altri altri. Poi, alla vita, chiedo solo di vivere bene e tanto con salute.

10.Elio, la ringrazio della disponibilità e, augurandole il meglio per il suo futuro le chiedo, in conclusione, un saluto per tutto i lettori di "La musica che gira intorno...". Grazie

Grazie a te, ti saluto e saluto tutti i tuoi lettori di "La musica che gira intorno...".

Elio Cipri

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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commenti

franco bonanno 04/13/2014 12:36

ma se i talent ghigliottinano la musica , i giovani...quelli bravi... perche,'

non si fa qualcosa per( farla smettere) e sapete di chi sto parlando...elio e un'amicone c'ha' proprio ragione lui si che puo' fare ancora qualcosa ...a rischio che ti inimicizzi qualcuno ma cche' ti frega tanto quelli non capiscono niente.

Marco Liberti 04/14/2014 11:12

Ciao Franco, concordo con te. Ci vorrebbe sempre gente così nell'industria discografica. Purtroppo oggi non è così facile, anche per persone di spessore, cambiare un andamento che punta sul solo fattore commerciale più che della qualità del prodotto. Certo, chi può, ha il dovere di provarci, ma appare una lotta persa in partenza. Ciao e grazie della partecipazione...

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