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23 marzo 2017 4 23 /03 /marzo /2017 00:01

"Il ragazzo della via Gluck" è un brano portato al successo da  Adriano Celentano nel 1966. Presentato al Festival di Sanremo la canzone non viene accolta nel migliore dei modi e non viene ammessa nemmeno in finale ma sarà nei mesi e poi negli anni successivi che si ritaglierà un ruolo importante nella discografia dell'artista lombardo. Musicata dallo stesso Celentano, il brano, ha un testo scritto da Luciano Beretta e da Miki Del Prete che parla dell'evoluzione del mondo e dello sviluppo delle città che rubano sempre più spazio al verde. La canzone ha anche un forte aspetto autobiografico poichè la via Gluck è proprio la via dove Adriano è cresciuto con la sua famiglia d'origine. Nello stesso anno della pubblicazione de "Il ragazzo della via Gluck" che venne inserito in un 45 giri insieme a "Chi era lui", Giorgio Gaber, grande amico di Celentano, ne propone prima una cover e poi una ironica risposta in musica chiamata proprio "La risposta al ragazzo della via Gluck". Il successo del brano, però, non si ferma alle cover italiane o alle tante reinterpretazioni eseguite anche dallo stesso Celentano come quella con Cesaria Evora in lingua creola, ma viene tradotto e commercializzato in Gran Bretagna da Verdelle Smith con il titolo "Tar and cement", in Francia tradotto da Eddy Marnay ed incisa da Francoise Hardy con il titolo "La maison où j'ai grandi" e, addirittura, in Svezia da Anna Lena Lofgren col titolo "Lyckliga gatan". Una sonorità coinvolgente ed un messaggio ambientalista lanciato nel testo che fanno di questo brano una vera hit di quelgi anni e non solo. Un successo internazionale, quindi, che lancia definitivamente questo esuberante ragazzo milanese nel mondo della musica italiana che lo vedrà protagonista assoluto fino ai giorni nostri dove rappresenta ancora un vero e proprio pilastro dello spettacolo popolare nazionale. Di successi, Adriano, ne farà tanti lungo la sua straordinaria carriera ma "Il ragazzo della via Gluck" resterà sempre uno dei brani che amerà di più anche per il legame affettivo con il luogo citato oltre che per il messaggio lanciato con il quale sponsorizza e difende una vita ed una realtà genuina di campagna che proprio in quegli anni sta cedendo il passo, attraverso lo sviluppo economico, alla città industrializzata. 

 

 

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