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24 febbraio 2017 5 24 /02 /febbraio /2017 00:01

"I bambini fanno 'ooh...'" è un brano scritto da  Giuseppe Povia ed inizialmente ammesso nella categoria giovani del Festival di Sanremo del 2005. Prima ancora della gara, però, la commissione della manifestazione canora nota che il brano è già stato eseguito in pubblico precedentemente e, quindi, taglia la canzone dalla competizione. La forza e la bellezza della stessa, però, spingono Paolo Bonolis, direttore artistico di quell'edizione, a trovare una soluzione per permettere comunque a Povia di esibirsi e fare ascoltare la sua canzone al vasto pubblico del Festival. Così, il conduttore, fa di questo brano la colonna sonora della campagna benefica a favore dei bambini del Darfur "Avamposto 55" promossa lungo tutte le cinque serate. Povia ottiene grande visibilità ed il brano un grandissimo successo tanto da apparire come vincitore morale della kermesse che, invece, fu vinta da Francesco Renga con "Angelo" tra i big e da Laura Bono con "Non credo nei miracoli" tra i giovani, categoria alla quale avrebbe dovuto prendere parte lo stesso Povia. "I bambini fanno 'ooh...'" rimane prima per ben 20 settimane in hit parade tra cui 19 consecutive e risulterà il singolo più ascoltato dell'anno vincendo 7 dischi di platino con oltre 180.000 copie vendute. La canzone ottiene anche riconoscimenti da BMG Sony come singolo più scaricato attraverso download digitali (350.000) e da cellulari (500.000). Inoltre la canzone fu tradotta anche in spagnolo e venne usata per accompagnare una campagna televisiva a difesa dei diritti dei bambini. In seguito a questo enorme successo fu pubblicato l'album "Evviva i pazzi... che hanno capito cos'è l'amore" che segna il debutto discografico del cantautore milanese. Anche il disco ottenne ottimi risultati essendo esportato anche sul mercato tedesco e vincendo il disco d'oro con oltre 60.000 copie vendute. Tutti questi successi, però, non nascono dal caso e non si tratta di fortuna bensì di talento perchè Povia, scoperto dal grande talent scout  Giancarlo Bigazzi, è riuscito a scrivere un testo che non poteva passare inosservato. Un delicato ed affascinante disegno del mondo dei bambini e del loro rapporto con gli adulti. I loro segnali spontanei, le loro ingenue espressioni e la ricerca costante di quella mano, necessario appoggio dei grandi, per la loro crescita fanno di questo brano uno di più belli degli ultimi dieci anni ed il successo ottenuto ne è una prova tangibile. Povia poi otterrà una sorta di rimborso a Sanremo vincendo l'anno seguente con "Vorrei avere il becco" e, negli anni, porterà sul palco dell'Ariston altri temi importanti come l'omossessualità con "Luca era gay" e l'eutanasia con "La verità". L'artista, infatti, si ispira ai grandi del cantautorato italiano e cerca sempre di lanciare messaggi significativi nelle sue canzoni lasciando all'ascoltatore ciò che di più importante può dare un testo e cioè la riflessione. Più volte è stato a centro di polemiche accusato di strumentalizzare questi argomenti ma fino a quando i suoi lavori susciteranno dibattito significherà che quel messaggio sarà arrivato e lo scopo sarà stato raggiunto. La ricerca di queste tematiche, in fondo, dichiarano la natura di un'artista che ha qualcosa da dire e non intende cadere nella banalità di una musica di massa che lascia il tempo che trova.  

 

 

 


 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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