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10 gennaio 2017 2 10 /01 /gennaio /2017 00:01

"Capellone", come dichiara lo stesso artista, è il grande "insuccesso" di  Nino D'Angelo dove per "insuccessi" si intendono tutte quelle canzoni, particolarmente care all'autore, che avrebbero meritato maggiore considerazione e che, invece, non essendo incluse nelle programmazioni radiofoniche e televisive non ricevono l'adeguata diffusione. Spesso, infatti, D'Angelo quand'è ospitato in trasmissioni televisive, secondo le sue stesse parole, è costretto a contrattare sulla sua performace ottenendo l'esecuzione di un suo brano meno noto in cambio, magari, di tre classici napoletani. Questo destino sfortunato tocca ogni artista e sono tante le canzoni di qualità che, purtroppo, si perdono nel dimenticatoio per le stupide regole di media che badano solo al lato commerciale della musica senza alcun riguardo per l'arte e per la professionalità degli artisti stessi. "Cappellone", appunto, è considerato da D'Angelo uno dei brani più belli del suo infinito repertorio e se lo si ascolta si può capire il perchè. Incluso nell'album della svolta artistica del cantautore napoletano "Terranera" del 2001, "Capellone" tratta la storia struggente di un'adolescente abbandonato al proprio destino da un padre alcolizzato ed una madre già troppo impegnata a risolvere i problemi di un quotidiano tanto tormentato. Cresciuto in solitudine e senza una guida, il ragazzo, prende strade sbagliate arrivando a rubare per farsi un regalo di compleanno che nessuno aveva ricordato. Nella sua taciturna adolescenza, il protagonista, non aveva amici ne alcun tipo di rapporto umano e non aveva, quindi, una reale coscenza degli errori che commetteva. Sentendosi solo, ignorato ed, in qualche modo, sconfitto da un mondo troppo lontano da lui, il ragazzo, colpito anche anche dalla morte del padre, prova a scappare da questa realtà ed a nascondere la propria vergogna mediante l'uso compulsivo di eroina. Seguendo questa triste routine quotidianamente, "Capellone", si era ormai perso e preso dallo sconforto si tolse la vita lanciandosi nel vuoto. Un testo eccezzionale accompagnato, tra l'altro, da un poetico violino che regala al brano un'atmosfera unica e particolamente emozionante. Un vero capolavoro di cui D'Angelo fa bene ad andarci fiero ed a, richiedere per lo stesso la giusta divulgazione. Sarebbe, infatti, un peccato che un brano così non fosse patrimonio comune, ma solo di quei pochi che hanno avuto il merito, o meglio, la fortuna di ascoltarlo. 

 

 

 


 

 

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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commenti

Fabio 09/19/2015 18:24

Giusto...

Marco Liberti 09/22/2015 10:38

Grazie Fabio, mi fa piacere che condividi il mio pensiero. A presto!

Fabio 09/19/2015 18:24

e non sono ironico...è tutto giusto

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