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16 febbraio 2017 4 16 /02 /febbraio /2017 16:49
Sanremo 2017: 10 dritte per il Sanremo ideale

1. SELEZIONI: Via gli inviti e spazio realmente aperto a tutti coloro credono di avere il brano giusto. A giudicare questi brani e decretare, quindi, i partecipanti va creata una pubblica commissione composta da veri esperti del settore (musicisti, autori, produttori, direttori d'orchestra, dj radiofonici, ecc). Aldilà della commissione, poi, bisogna evitare ogni tipo di pressione o favoreggiamenti: Bernabei, ad esempio, pur non avendo grandi brani ha fatto tre Festival consecutivi e non credo che non c'era nessun altro che avrebbe meritato un'occasione. Inoltre va abolita ogni tipo di limitazione come quella della durata del brano che, quest'anno, non poteva superare i 3 minuti e mezzo. L'arte non può essere costruita a tavolino e non credo sarebbe un problema se alcuni brani sforassero di pochi secondi o di un paio di minuti. Meglio limitare siparietti spesso inutili che troncare una composizione. Stessa cosa per i dialetti, piena libertà: quest'anno come in altri erano ammessi ma ci sono state edizioni in cui fu proibito.   

2. NETTA DISTINZIONE FRA BIG E NUOVE PROPOSTE: Non considerare Big chi, magari da con qualunque trasmissione televisiva (talent), acquisisce una rapida notorietà senza alcun sostanzioso curriculum da artista. Accettare tra i Big solo chi ha comprovata ed indiscutibile notorietà artistica e storia musicale. Tener conto di visualizzazioni o di seguaci telematici, aspetti facilmente manipolabili, non sono atteggiamenti che giovano alla credibilità del Festival e porta a trovarci spesso personaggi semi-sconosciuti al fianco di quei pochi artisti realmente affermati che ancora hanno il coraggio di metterci la faccia e che finiscono per essere umiliati da un sistema che non funziona. Di questo passo sempre più Big staranno alla larga dal Festival. D'altro canto, questa ambiguità, diventa un problema anche per i giovani: Elodie e Lele, ad esempio, hanno partecipato entrambi alla stessa edizione di Amici, entrambi non hanno vinto eppure Elodie era tra i Big e Lele tra le Nuove Proposte, perché? Più giusto sarebbe stato che i due, insieme a Sylvestre, Comello, Raige, Luzi, Paba, ecc fossero stati tutti tra le Nuove Proposte se proprio dovevano esserci perché, in quanto a grande musica italiana, di questo si tratta, di Nuove Proposte.

3. GIURIE: Rivedere con correttezza la giuria di qualità: il parterre del Dopofestival, ad esempio, avrebbe fatto sicuramente più bella figura. Critici musicali, autori, musicisti, artisti, insomma gente che mangia pane e musica tutto l'anno e non attori, registi o soubrette che, evidentemente, possono solo esprimere un parere personale non differente da quella che potrebbe esprimere una qualsiasi persona che niente ha a che fare con la musica. Inoltre, i voti, della stessa giuria devono essere, per correttezza, pubblici stesso al momento dell'esecuzione. La demoscopica può andare bene mentre il televoto, essendo poco controllabile, andrebbe eliminato ma ciò non succederà mai visti gli introiti che girano intorno a questo sistema di votazione.

4. CONDUZIONE: Va bene Conti, va bene Fazio, va bene Bonolis, vanno bene in tanti a patto che si facciano rispettare se assumono anche la direzione artistica ed impongano una chiara e giusta selezione dei brani aldilà degli effetti mediatici, televisivi ed economici legati all'interprete che li presenta. E' il Festival della canzone e va giudicata quella: se un brano è bello va premiato l'artista che la propone anche fosse uno fuori dal giro da dieci anni ma con una storia tale che consenti la sua candidatura. Ci sono diversi artisti, ormai dimenticati, che ogni anno ci riprovano e vengono sistematicamente bocciati, spesso senza alcuna spiegazione e, probabilmente spesso senza nemmeno ascoltare il brano poiché chi la propone magari non porta ascolti o non possiede alcun appeal mediatico. Parametri che non hanno niente a che fare con la musica e che andrebbero eliminati. Baudo, ad esempio, non permetteva tutto ciò e spesso è stato criticato per aver riportato artisti al Festival fuori dal giro televisivo e da ogni contesto commerciale ma solo, perché, avevano presentato una bella canzone ed è quello il solo aspetto che conta.

5. COMICI: Aspetto minore ma che in cinque serate lunghe ha la sua importanza. Crozza bravissimo ma l'idea della copertina non è parsa giusta: l'ultima sera, con performance sul palco, è stata la migliore. In ogni caso, uno o più comici nel cast ma con presenza costante durante tutta la serata. Comparsate magari più veloci ma più frequenti per alleggerire la diretta soprattutto se come spalla al conduttore c'è una Maria De Filippi che proprio leggera non è. Virginia Raffaele dell'anno scorso, con le sue incursioni dall'inizio alla fine, era un buon esempio di come andrebbe usata l'arma della comicità in uno spettacolo così lungo.

6. OSPITI: Via i "superospiti italiani" a meno che non sia per premi alla carriera di artisti ormai fuori dai giri commerciali. Per tutti gli altri c'è la gara se proprio vogliono andare a Sanremo e non usare la kermesse solo per pubblicità. Roberto Vecchioni o Fiorella Mannoia non hanno niente da invidiare a Giorgia o a Zucchero e questa disparità disturba non poco. Per quelli internazionali, poi, giusto pagare quando si parla di artisti veri ma non di mode di passaggio, fenomeni mediatici o di soubrette e modelle sconosciute ai più: la coppia di figlia/nipote Delon/Belmondo di quest'anno è stato un momento francamente inutile.

7. SERATA COVER: L'idea non è male e spesso risulta la migliore delle serate ma per qualche anno, in quella stessa sera, c'erano i duetti o esecuzioni particolari del brano in gara accompagnati da uno o più ospiti che rendevano unica quella performance. Ecco ritornerei a quella modalità sia essa fatta con i brani in gara o con le cover. Una vera festa della musica dove rendere partecipi anche altri artisti magari esclusi dalle selezioni. 

8. ELIMINAZIONI BIG: Ci sta, è una gara e rende tutto più interessante ma diamo la possibilità a tutti di cantare la propria canzone almeno due volte magari eliminando il ripescaggio che è solo un sistema per aumentare le chiamate al televoto. Annunciare ogni sera i cantanti a rischio, in modo da spingere a votare per chi si vuole salvare ed alla quarta serata annunciare i cantanti che non accederanno alla finale. Tutto più snello e più giusto perché non tutti i tipi di brani arrivano al primo ascolto: quelli più complessi hanno bisogno di più tempo. Con due esecuzioni l'utente avrebbe certamente un'idea più chiara.

9. QUOTE TALENT e GARA NUOVE PROPOSTE: Siccome da anni ormai si è capito che i talent hanno il loro peso e risulta quasi un prezzo obbligatorio da pagare tanto vale certificare la cosa con chiarezza: assegnare, quindi, d'ufficio la partecipazione tra le nuove proposte ai tre vincitori dei maggiori talent (Amici, The voice e X-factor) dei tre grandi network televisivi (Mediaset, Rai e Sky) così da garantire almeno credibilità e soddisfare in egual misura tutte le aziende coinvolte. Il quarto, poi, andrebbe destinato al vincitore di Area Sanremo per la continuità della scuola sanremese. Tutti e quattro i finalisti direttamente in gara al Festival, con brani inediti, non presentati e lanciati tempo prima (Sarà Sanremo e rotazione radiofonica anticipata) ed esibizioni per le prime quattro serate alla fine della quale potrebbe avvenire la premiazione. In tal modo, visto il numero limitato di partecipanti, non sarà un problema di tempi aggiungere alla gara dei Big le loro performance senza ricorrere ad eliminazioni a freddo già dalla prima esecuzione con una sola possibilità di far sentire il loro brano. Si potrebbe, ad esempio, far cantare tutti e quattro alla prima e alla quarta (finale giovani) e due per volta nella seconda e nella terza in modo che ognuno possa cantare per ben tre volte e rendere le idee un po' più chiare a chi è chiamato a votare oltre a dare una visibilità maggiore ai giovani in gara.

10. CLASSIFICHE: Come detto, annunciare al termine di ogni serata solo le ultime posizioni per palesare gli artisti a rischio mentre, per la classifica finale è giusto riferirla pubblicamente al momento dell'annuncio in maniera dettagliata: dall'ultima alla prima postazione e con le percentuali di voto parziali delle varie giurie e totali con la media tra le stesse quote. Inoltre, come già detto, sarebbe opportuno rendere palese al momento di ogni esecuzione il voto di ogni singolo componente della giuria di qualità per una questione di chiarezza e di giustizia: Chi è chiamato a metterci la faccia è giusto che la metta fino in fondo senza celarsi in un inutile ed fastidioso anonimato.   

 

         

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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