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13 settembre 2016 2 13 /09 /settembre /2016 23:01

"Lontano dagli occhi" è un'altra di quelle canzoni senza tempo nè confini che ancora oggi, dopo oltre quarant'anni, rappresenta la nostra musica nel mondo. Scritta per la musica da Sergio Endrigo e per il testo da Sergio Bardotti, la canzone, venne presentata al Festival di Sanremo del 1969 dallo stesso Endrigo in accoppiata con Mary Hopkin per poi essere pubblicata in un 45 giri insieme a "San Firmino". Al Festival, il brano, si classificò secondo dietro a "Zingara" proposta dalla coppia Iva Zanicchi-Bobby Solo ma col passare del tempo si impose tra i classici della musica italiana nel mondo anche grazie alla versione della Hopkin. In origine, però, ad accompagnare Endrigo a Sanremo, dovevano essere gli Aphrodite's Child ma, il trio greco, all'ultimo momento decisero di non prendervi parte per ragioni ancora non chiare. Le ipotesi più concrete sono due: un poco gradimento dell'accoppiamento con Endrigo o il rifiuto a partecipare al meccanismo del concorso. In ogni caso, però, il gruppo decise comunque di incidere una cover del brano come poi, negli anni, hanno fatto tanti artisti italiani ed internazionali. A prestare la voce al successo di Endrigo sono stati, fra gli altri, Petula Clark, Paul Mauriat, Rudy Rickson, Bob Farina, Andrea Mirò, I Panda, Morgan e recentemente Gianna Nannini che l'ha proposta in chiave rock. Tanti altri artisti poi l'hanno proposta dal vivo senza, però, inciderla. Grazie alle molteplici versioni il brano è stato tradotto ed esportato sui mercati dell'intero pianeta: dal Brasile al Giappone passando per Spagna, Francia, Gran Bretagnia, Grecia, Russia, Portogallo, Romania, Norvegia, Danimarca, ex Jugoslavia, Argentina, USA, Canada fino in Singapore, Hong Kong e Taiwan. In pratica, come detto, questo brano che parla della sofferenza dell'avere persone care lontante rischiando, in molti casi, di essere del tutto dimenticati, ha fatto davvero il giro del mondo e da quel 1969 non si è ancora fermato. Un successo che premia le doti di un cantautore elegante e discreto come Sergio Endrigo troppo spesso dimenticato da un mondo mediatico a cui non è stato mai particolarmente affine e che, forse, lo ha valorizzato solo dopo la morte. Oltre il confine terreste, però, a rendere omaggio all'infinito al suo grande talento ci penserà, senza alcuna difficoltà, la sua musica che continua imperterrita a girare per il mondo anche attraverso le voci delle nuove generazioni di artisti.  

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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