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22 settembre 2016 4 22 /09 /settembre /2016 23:01

"Aida" è una delle più belle canzoni realizzate dal compianto Rino Gaetano. Già dal titolo, l'autore, racchiude con dono di sintesi la sua rappresentazione del nostro Paese. Aida, logico e voluto richiamo all'opera di Giuseppe Verdi, è l'Italia per Gaetano ma è anche la rappresentazione della figura femminile italica che, ormai avanti con l'età, sfoglia le sue memorie per riprercorrere in maniera affascinante e graffiante le peripezie affrontate dal nostro popolo tra guerre, fascismo, povertà, disordini, scandali politici e quant'altro. Muovendosi, quindi, nel limbo dei suoi ricordi, l'anziana protagonista rivede nelle immagini della propria memoria quegli episodi ricci di difficoltà, di contraddizioni e conditi dai tabù e dalle ipocrisie di un popolo dalla matrice cattolica. Tra le retoriche "madonne" delle popolane e i "mille mari" solcati dai navigatori italici sotto il vessillo delle Repubbliche Marinare, quindi, Gaetano, attraversa quell'Italia bigotta e, se vogliamo, ingenua che dopo la prima guerra mondiale arriva impreparata ai "Tempi moderni", con citazione all'opera sarcastica di Charlot sul capitalismo di quegli anni. Si arriva poi alla campagna d'Egitto,  all'avvento di Benito Mussolini ed è ancora guerra: marce e svastiche sono il nuovo ordine. Il potere punta all'uniformità del essere umano. Razze, religioni e scuole di pensiero differenti da quelle imposte sono oppresse e combattute senza tregue. Lo stivale italiano si ritrova ancora divisa: fascisti e partigiani rievocano i più tristi ricordi di una delle pagine più brutte della storia d'Italia. Eppure, nonostante tutto, attraverso il sogno utopico di salvezza e di speranza si riesce ancora ad essere fieri della bellezza della nostra Italia tra retorica ed illusione. Passata la guerra, non termina i tormenti: è l'ora della povertà, degli avvoltoi, della borsa nera, delle lotte interne vissute con lo spettro del comunismo russo a cui si contrappone il potere ecclesiastico. Si giunge poi alle battaglie politiche e ad una paventata democrazia che stenta a concretizzarsi anche dopo la stesura della Costituzione e l'istutizione della Repubblica Italiana. Oggi come allora persiste la contrapposizione tra il potere ed il popolo, tra ricchezza e povertà, storia che ancora oggi accompagna il nostro quotidiano. Al termine, quindi, di questo viaggio non rimane che affidarsi, secondo l'autore, alla consolatoria, sarcastica quanto ipocrita affermazione: "Aida come sei bella!". Un brano, quindi, che va oltre la solita e comunque graffiante ironia del cantautore calabrese e che anche musicalmente prevede delle varianti, in parte anche dovute all'evocazione dell'Aida di Verdi, del suo solito reggae. Un pezzo unico e particolare per la discografia di Gaetano ma dove viene espressa una tematica, quella dell'Italia e le sue contraddizioni, da sempre vicina all'artista e presente in buona parte della sua storia musicale. Il brano, pubblicato nell'omonimo album del 1977, fu anche oggetto di una cover realizzata da Riccardo Cocciante per l'album "QConcert", disco live registrato insieme allo stesso Gaetano e al gruppo New Perigeo nel 1981. Un grande pezzo, dunque, che aiuta a conoscere ancor più a fondo la grandezza di cantautore spesso dimenticato o sottovalutato attraverso l'enfatizzazione della sua leggerezza e della sua ironia che, sebbene sia una dote, può finire per screditare in maniera disonesta le capacità autoriali ed intellettuali di un artista che in pochi anni è riuscito a lasciare un segno indelebile nella storia della nostra musica e l'attualità dei versi di questo brano, dopo quasi quarant'anni, ne sono una ulteriore conferma.       

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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