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…e per questo amore figlio di un'estate,

ci vorrebbe il sale per guarire le ferite,

dei sorrisi bianchi fra le labbra rosa,

a contare stelle mentre il cielo si riposa…

Marco Masini - Ci vorrebbe il mare

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19 luglio 2016 2 19 /07 /luglio /2016 23:01

Storie di ignoranza, di meschinità e di cattiverie nel mondo dello spettacolo se ne sono viste spesso ed anche nel più ristretto campo della musica italiana troviamo casi vergognosi che hanno compromesso, in alcuni casi irrimediabilmente, la vita, oltre che la carriera di un artista. Casi di emarginazione, di invidie e di sleali competizioni al fine di screditare agli occhi del pubblico un artista si sono visti, ad esempio, con Franco Califano, per le sue disavventure private, con Umberto Bindi, per orientamento sessuale, con Lucio Battisti, per presunto orientamento politico e tanti altri. Probabilmente il caso più triste è quello toccato alla grande Mia Martini, le quali accuse di porta.sfortuna l'hanno portata praticamente alla morte. Stesso tipo di accusa, fortunatamente, con un finale diverso è toccata a Marco Masini che, però, ha saputo reagire e tornare in grande stile dopo un periodo molto buio legato a questa infamente etichetta di iettatore. Tutto inizia nei primi anni '90, Masini offre una nuova strada al cantautorato italiano o, meglio, rinnova ciò che i grandi cantautori avevano portato nella nostra musica negli anni '70. Tematiche crude, difficili da affrontare in musica, problemi reali che toccano nel profondo i giovani del tempo. Il tutto, inoltre, viene proposto con un linguaggio diretto e poetico allo stesso tempo grazie ai testi composti dallo stesso Marco in collaborazione di due grandi autori come Giancarlo Bigazzi e Gisueppe Dati ed impreziositi dalla voce roca e profonda di Marco che arriva all'anima e da musiche conivolgenti dovute alla grande professionalità di una squadra che segnerà un'epoca della nostra musica. Masini è forte, si impone a Sanremo, vende tanto ed i concerti sono sempre pieni di ragazzi che vedono in Marco un profeta-amico capace di comprendere i loro disagi e di farne poesie. Tutto ciò, come sempre accade, provoca invidie ed inizia a dar fastidio nel mondo discografico fino a che si iniziano a sentire le prime cattieverie: si dice propone musica triste, che spinge alla depressione o perfino al suicidio, strumentalizzando un fatto di cronaca dove un ragazzo dichiarò che prima di togliersi la vita stava ascoltando la voce dell'unico amico che mi ha saputo capire e cioè Marco, oltre all'accusa di un noto e potente conduttore che definì Marco "funesto" compromettendo il suo futuro televisivo. Marco canta la droga, la violenza sessuale, l'emarginazione, l'aborto, la depressione, ma anche l'amicizia, l'affetto e l'amore in tutte le sue forme regalando, inoltre, sempre una speranza e tanta riflessione. Diventa, quindi, facile per chi vuole colpire Masini, aggrapparsi a questo. Come non bastasse, il disco "T'innamorarei" del 1993 offre un'altra occasione d'oro per sparare su Masini: "Vaffanculo", brano che letto solo dal titolo, dà un perfetto assist a questi avvoltoi per screditare ancora una volta Marco agli occhi del pubblico più superficiale. I giovani, però, sono ancora con Marco e quell'album sarà un successo. Arriva poi, nel 1995, "Il cielo della vergine" disco che viene considerato come l'ultimo del periodo d'oro di Masini ed anche come l'inizio del concreto attacco di questi sciacalli che affandono un nuovo colpo sulla presunta volgarità di Marco trovando terreno feritle nel titolo del brano "Bella stronza" o sulla presunta tristezza strumentalizzando "Principessa", brano che parla di un padre padrone che abusa sessualmente della figlia, o anche "Frankenstein" che parla di un amico, da sempre emarginato, che si trova a lottare per la vita in un letto d'ospedale. Questo bellissimo disco, infatti, viene meschinamente utilizzato per la presenza di brani crudi e puri, in pieno stile Masini, che non usano mezzi termini dando adito a questi loschi figuri di infangare con un facile finto moralismo il nome di Marco. L'artista fiorentino, infatti, troverà sempre più difficoltà per pubblicizzare i suoi lavori e troverà molta ostilità anche in ambito discografico al punto di provare a cambiare volto alla sua musica per mettere a tacere dicerie e mortificazioni. Proverà con il rock di "Scimmie" nel 1998, pubblicata con la sua etichetta Ma.Ma., prima di provare a ritornare sulla sua melodia con "Raccontami di te" nel 2000 che rappresenta un ritorno alle origini ma senza più un supporto mediatico che ne favorisca la diffusione. Senza pubblicità tutto è vano e, Marco, è costretto dai discografici, in tempi brevi, ad una nuova pubblicazione nel 2001: "Uscita di sicurezza" in cui sono raccolti brani che Marco e Bigazzi avevano nel cassetto ma la fretta offrirà un lavoro poco curato penalizzando testi che avrebbero potuto avere un destino molto più fortunato. Se a questo si aggiunge il totale disiteresse della casa discografica nel pubblicizzarlo e, quindi, che le radio non passano più la sua musica e che le televisioni gli chiudono la porta, anche questo disco risulta un flop. In seguito a ciò, Masini chiude con la sua casa discografica (BMG), con la quale andrà in causa ottenendo un riscontro positivo, chiude, anche se in modo amichevole la sua storica collaborazione con Giancarlo Bigazzi ed annuncia il suo ritiro dalle scene vista l'impossibilità di proporre nel modo corretto la sua musica. In questo periodo di silenzio mediatico, Masini si continua a fare concerti, in maniera totalmente gratuita, in tutte le piccole piazze italiane per premaire quel pubblico che non l'ha mai abbandonato e chi gli chiedevano a gran voce di tornare. L'appello dei fans viene accolto anche da Adriano Celentano che, invita, Marco a dispetto delle malelingue nella sua trasmissione "125mila ca..ate" nel maggio del 2001. Celentano lo ospita vicio ad un tavolo ricoperto, per sua volontà, da una stola viola, colore bandito nello spettacolo per la sua presunta negatività e si espone nel difendere Marco in un momento in cui in pochi l'avrebbero fatto spingendolo a ritornare sui suoi passi in merito al ritiro dalle scene. Il pubblico lo invoca e Marco regala una magica interpretazione di "Gli uomini non cambiano" scritta dal suo maestro Bigazzi per Mia Martini, offrendo quindi un ricordo alla grande Mimì, vittima della sua stessa triste avventura. L'affetto del pubblico gli dà la spinta giusta per tornare e nel 2003, con l'etichetta MBO di Mario Ragni torna con "Il mio cammino" prima di suggellare nel modo migliore il rientro stravincendo a Sanremo nel 2004 con "L'uomo volante". Masini ha poi ripeso la sua strada continuando ad incidere dischi, a fare concerti e ritrovando quegli spazi radiofonici e televisivi che aveva perduto. Oggi è ancora tra i più apprezzati cantutori italiani e ha più volte promesso che, quando lo riterrà giusto, farà i nomi di quella gente che lo voleva fuori dal contesto discografico e televisivo. Ciò che importa, però, e che Marco non l'ha data vinta a questi personaggi ritrovando nella musica e nella gente la forza per ricomiciare e riconquistare quel posto tra i grandi della nostra musica. Chi lo conosce, inoltre, come i diversi artisti e suoi collaboratori, che hanno rilascito interviste per questo blog lo dipingono come una persona solare, sempre pronto allo scherzo e alla battuta e quell'etichetta di iettatore e di persona triste era proprio l'opposto di ciò è realemente Marco. Il cantautore toscano, tra l'altro, non dimentica mai quel momento buio della sua vita e ricorda sempre l'importanza di non far finta di niente soprattutto per chi non ha voce o forza per difendersi e lottare come è successo a Mimì e come succede, quotidianamente, anche in ogni ambito della vita. Una storia a lieto fine, quindi, in una "...fossa di serpenti..." in cui è sempre bene affidarsi al proprio pensiero invece di prendere per vero ciò che si dice e si racconta poichè spesso, chi mette in giro queste voci, lo fa prevalentemente per un suo tornaconto o per situazioni prettamente personali fatte di invidie e gelosie.

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Published by Marco Liberti - in Musica Italiana
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commenti

mauro 12/19/2015 01:14

povero Masini, pensavo fosse una leggenda metropolitana la cosa che si era diffusa la superstizione nei suoi confronti..gli auguro di poter trovare nuovamente un meritato successo, come artista era bravo

mariagrazia 03/21/2015 11:04

solamente la gente ignorante crede in queste credenze.
famosi e non famosi.

mariagrazia 03/21/2015 11:04

solamente la gente ignorante crede in queste credenze.
famosi e non famosi.

Marco Liberti 03/21/2015 11:26

Giustissimo Mariagrazia, grazie per la partecipazione...;)

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